Agevolazioni fiscali per l’assunzione di colf, baby sitter e badanti

Anche quest’anno chi sostiene spese per l’assunzione di colf, baby sitter e badanti potrà usufruire di deduzioni e detrazioni fiscali in sede di dichiarazione 730. Quale quota è possibile portare in deduzione o detrazione? Come compilare la dichiarazione?

I contributi versati per qualsiasi tipo di lavoratore domestico (colf, badanti, baby sitter) si possono dedurre dal proprio reddito fino ad un massimo di 1.549,37 euro all’anno. Gli importi eccedenti, invece, non possono essere dedotti e quindi non andranno indicati in dichiarazione perchè non rilevano.


La quota che è possibile portare in deduzione è esclusivamente quella a carico del datore di lavoro, e non anche quella a carico del lavoratore domestico.

Al professionista incaricato della trasmissione del modello 730, il contribuente dovrà consegnare copia dei MAV attestanti l’effettivo pagamento dei contributi Inps. L’importo totale dovrà poi essere indicato dal professionista al rigo E23 del modello 730/2013.

Danno invece diritto ad una detrazione – e non ad una deduzione – le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale (badanti) nei casi di non autosufficienza nel compimento degli atti di vita quotidiana, qualora il reddito complessivo del contribuente che sostiene tali spese non superi i 40.000 euro.

Si considerano “non autosufficienti” i soggetti che non ritenuti autonomi nell’assumere alimenti, nell’espletare funzioni fisiologiche e nel provvedere all’igiene personale, nel deambulare e nell’indossare gli indumenti. Tale stato di non autosufficienza dovrà essere comprovato da certificazione medica, così come ribadito dalla Risoluzione n. 397/E dell’ottobre 2008 dell’Agenzia delle Entrate.

La detrazione spetta nella misura del 19% delle spese sostenute, fino ad un importo non superiore a 2.100 euro per contribuente, a prescindere dal numero dei soggetti a cui si riferisce l’assistenza. Nel caso invece in cui più familiari abbiano sostenuto spese per l’assistenza di un medesimo familiare, il limite massimo di 2.100 euro deve essere ripartito tra coloro che hanno sostenuto la spesa.

Al professionista incaricato della trasmissione del modello 730 il contribuente dovrà consegnare le ricevute delle retribuzioni versate, firmate dall’assistente familiare. La documentazione deve obbligatoriamente riportare gli estremi anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e di quello che presta l’assistenza. Qualora la spesa sia sostenuta in favore di un familiare, nella ricevuta dovranno essere indicati anche gli estremi anagrafici e il codice fiscale di quest’ultimo.

Tali importi dovranno essere indicati nel rigo E15 del modello 730/2013.

Giovanni Fanni – Centro Studi CGN
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