Riforma delle Camere di Commercio: un punto sulla situazione

Martedì 8 agosto 2017 è stato firmato il decreto di riordino delle Camere di Commercio da parte del Ministro Calenda, che conclude la procedura iniziata ormai nel 2015. Vediamo quali sono stati finora i risultati di questa riforma che ha accorpato le Camere di Commercio e le loro Aziende Speciali in un’ottica di razionalizzazione delle risorse.

Sta proseguendo rapidamente l’iter avviato a seguito dell’art. 8 della Legge 7 agosto 2015, n. 124 “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, in vigore dal 28 agosto 2015, la cui previsione era l’adozione da parte del Governo, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, di uno o più decreti legislativi atti a modificare la disciplina della Presidenza del Consiglio dei ministri, dei Ministeri, delle agenzie governative nazionali e degli enti pubblici non economici nazionali.


Le Camere di Commercio risultavano quindi incluse in questa riorganizzazione e il primo provvedimento è stato adottato nei confronti delle Camere di Commercio di Venezia e Rovigo che dal 20 luglio 2015 hanno visto la nascita della Camera di Commercio di Venezia Rovigo e Delta-Lagunare.

Obiettivo principale di questo piano di riordino è un maggior dinamismo dell’intero sistema imprenditoriale, garantendo comunque dei punti di riferimento sul territorio in ragione non solo di un uso migliore delle risorse a disposizione, ma anche di un sostegno mirato agli operatori economici.

Come sottolineato dal Presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello “La razionalizzazione salvaguarda la presenza capillare del sistema camerale in un’ottica di crescita dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione delle Camere. Tutto ciò anche per adempiere al meglio ai nuovi compiti e alle nuove funzioni che la riforma ci affida”.

Con il via decretato dal MISE a inizio agosto, quindi, la riforma procede con obiettivi ben definiti: da un punto di vista numerico le Camere di Commercio passeranno da 95 a 60, mentre le Aziende Speciali saranno 58 (inizialmente erano 96).


Il risparmio previsto, raggiunto il regime, sarà pari a circa 50 milioni di Euro l’anno e si stima verranno dismessi anche 400 mila metri quadrati di immobili (Fonte Unioncamere).

La riforma comunque prevede la salvaguardia di almeno una Camera di Commercio in ciascuna Regione proprio in virtù dell’esigenza di rappresentare e garantire sul territorio dei servizi e degli strumenti forniti dalle Camere ad oggi imprescindibili.

Attualmente l’accorpamento più sostanzioso è stato quello della Lombardia, che è passata da 12 a 7 Camere di Commercio (a tal proposito lo scorso 18 settembre si è costituita la Camera di Milano – Monza – Brianza – Lodi), seguono la Sicilia e le Marche con 4 Camere in meno.

Si apre ora una nuova fase di riorganizzazione e programmazione delle attività che permetterà alle Camere di Commercio di assolvere ad ulteriori funzioni strategiche in tema di digitalizzazione, valorizzazione del turismo e del patrimonio culturale, orientamento e formazione  che sono state loro attribuite dal decreto legislativo 219 del 2016.

Di seguito un grafico che riassume lo stato attuale degli accorpamenti (Fonte Unioncamere).

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Elena Fanari – Centro Studi CGN