L’importanza della copertura retroattiva nelle polizze professionali

Uno degli aspetti cruciali da considerare all’atto della stipula di una polizza professionale è la copertura retroattiva che essa offre in merito ad una ipotetica richiesta di risarcimento danni relativamente all’attività professionale svolta.

Le polizze professionali sono solitamente espresse nella formula claims made ossia “a richiesta fatta”: tale regime di polizza fa sì che la copertura assicurativa sia operante esclusivamente per le richieste di risarcimento notificate al professionista assicurato per la prima volta nel corso del periodo di validità della polizza a condizione che siano conseguenza di eventi, errori od omissioni accaduti o commessi non prima della data di retroattività convenuta ed indicata in polizza, estendendo in tale modo il periodo di copertura della polizza anche ad anni precedenti la stipula del contratto, con innumerevoli vantaggi.


Fondamentali nel caso di polizze claims made sono la denuncia di sinistro, la quale deve essere effettuata nel periodo di validità del contratto assicurativo; l’accadimento a cui è ricondotta la richiesta di risarcimento danno, il quale deve essere posteriore alla data di retroattività indicata in polizza; in ultimo l’avvenimento, che non deve essere noto o conosciuto all’Assicurato.

Le polizze assicurative tradizionali prevedono che il sinistro, per essere oggetto di risarcimento, debba verificarsi nel periodo di validità della polizza; nella formula claims made, invece, tale evento può anche verificarsi antecedentemente alla stipula.

L’arco temporale entro il quale il comportamento colposo debba verificarsi affinché vi sia copertura è la cosiddetta retroattività: essa può essere limitata ad alcuni anni, solitamente da 1 a 10 anni, così come illimitata. Talune compagnie sono solite riconoscere la copertura retroattiva della precedente polizza a condizione che vi sia continuità di copertura con l’assicurazione precedente.

I vantaggi della polizza assicurativa nella formula claims made sono diversi.


A differenza del modello loss occurance, a insorgenza del danno, che circoscrive l’assunzione del rischio al periodo di vigenza della polizza con la possibilità che le richieste risarcitorie si manifestino anche molto posteriormente alla cessazione del contratto e, visto l’ampio arco temporale di monitoraggio, determinino un aggravio del costo di polizza, la tariffa claims made, delimitando il rischio ad un arco  temporale definito e antecedente, consente la definizione di una tariffa più contenuta di polizza.

Di non secondaria importanza anche la conseguente gestione del sinistro da parte dell’assicurato il quale, una volta pervenuto, notificherà il sinistro esclusivamente alla compagnia con cui ha in essere la polizza al momento della ricezione della richiesta di risarcimento, senza pertanto doversi rivolgere a quella con cui risultava assicurato al momento del fatto colposo.

Ulteriore aspetto a vantaggio dell’assicurato è quello che, rinnovando annualmente a scadenza la polizza, gode di una copertura retroattiva potenzialmente illimitata con un costo di polizza decisamente inferiore.

Marco Canese – Centro Studi CGN