Come detrarre le spese chirurgiche dal modello 730

Quali sono le spese mediche chirurgiche che è possibile detrarre nella dichiarazione dei redditi? E cosa occorre per scaricare tali spese nel modello 730/2018 o nel modello Redditi PF 2018?

Le spese mediche per interventi chirurgici sostenute dal contribuente nel 2017 danno diritto ad usufruire di una detrazione d’imposta del 19%. La detrazione spettante per le spese chirurgiche è calcolata, come per qualsiasi altra spesa medica, sulla parte che eccede l’importo di euro 129,11 a titolo di franchigia.


Quali sono le spese per interventi chirurgici per i quali spetta la detrazione?

Le spese chirurgiche che danno diritto alla detrazione d’imposta sono quelle direttamente imputabili ad interventi chirurgici veri e propri, ivi compresi quelli di piccola chirurgia, che possono essere eseguiti anche soltanto ambulatoriamente (in day hospital) da parte di un medico chirurgo, con anestesia locale e senza necessità di alcuna degenza ospedaliera.

Le spese chirurgiche sono detraibili allorquando sono sostenute per interventi chirurgici necessari per un recupero della normalità sanitaria e funzionale della persona ovvero per interventi tesi a riparare inestetismi, sia congeniti sia dovuti a interventi pregressi di vario genere (incidenti, malattie, ecc.).

Come stabilito dalla Risoluzione n. 71 del 3 agosto 2015, sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi anche le spese chirurgiche per l’intervento di metoidioplastica per l’adeguamento dei caratteri sessuali nei soggetti affetti da disturbo dell’identità.


Il disturbo dell’identità di genere è infatti catalogato fra i disturbi mentali del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali e ne viene definito affetto, per l’ottenimento del consenso per il cambio di sesso, solo chi non ha psicopatologia associata.

Sul tema, il Ministero della Salute ha precisato che il trattamento medico chirurgico previsto in questi casi è necessario nel solo caso in cui occorre assicurare al soggetto uno stabile equilibrio psicofisico, ossia nel solo caso in cui la discrepanza tra il sesso anatomico e la psicosessualità determini un atteggiamento conflittuale di rifiuto dei propri organi sessuali. Per il Ministero sussisterebbero infatti le condizioni per qualificare questo tipo di interventi come interventi medico sanitari con finalità di cura.

Anche se non direttamente connesse con un intervento chirurgico, sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi le spese o le rette sostenute per la degenza ospedaliera e le spese di cura.

Nelle rette di degenza detraibili possono essere incluse anche le differenze di classe, relative ad esempio, alla presenza o meno del bagno in camera, mentre vanno escluse le spese relative ai servizi extra come le spese di pernottamento dei familiari che accompagnano il malato e le spese per addebito dell’apparecchio telefonico o televisivo installati nella stanza di ricovero.

Inoltre, sono detraibili anche le spese relative al trapianto di organi, comprese quelle necessarie a trasferire l’organo da trapiantare sul luogo dell’intervento. Tali spese sono detraibili a condizione che le relative fatture siano intestate al contribuente che ha sostenuto la spesa e non alla struttura o al medico che esegue l’intervento chirurgico.

Dove vanno indicate le spese mediche per interventi chirurgici nella dichiarazione?


Le spese chirurgiche sostenute nel 2017 da detrarre devono essere indicate nel rigo E1 del modello 730/2018 oppure nel rigo RP1 colonna 2 del modello Redditi PF 2018. Le spese sono detraibili nella misura del 19% al netto della franchigia di euro 129,11.

Quali sono i documenti necessari per scaricare le spese chirurgiche sostenute nel 2017?

In generale, come per tutte le altre spese mediche, per scaricare le spese chirurgiche occorre conservare le ricevute e le fatture rilasciate dall’ospedale o dalla casa di cura. Per documentare le spese relative al trapianto di organi, oltre a conservare le ricevute fiscali e le fatture rilasciate da ospedali e case di cura, occorre conservare anche le ricevute delle spese di trasporto dell’organo da trapiantare intestate al contribuente.

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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