ISEE precompilato: proroga al 2019

Con la pubblicazione in G.U n 171 del 25/07/2018 del Decreto Legge 91/2018, è stata formalizzata la proroga del modello ISEE precompilato al 2019. Chiariamo cosa cambierà a partire dal prossimo anno.

L’ ISEE precompilato compare per la prima volta nel Decreto Legislativo attuativo del Reddito di Inclusione n. 147/2017 art. 10, il quale aveva disposto l’avvio della modalità precompilata, quale unica modalità di presentazione della DSU, a decorrere dal 1° settembre 2018.


A causa dei ritardi maturati nell’avvio di tale sperimentazione, si è reso necessario intervenire con il c.d. Decreto mille proroghe 2018 che, all’articolo 5, ha ufficializzato il rinvio a partire dal 2019. Fino ad allora pertanto, le modalità di presentazione delle DSU resteranno quelle attualmente in vigore.

Cosa cambia a partire dal 2019?

  • A far data dal 1° gennaio, la DSU avrà validità dal momento della presentazione fino al successivo 31 agosto.
  • A partire dal 1° settembre, si considereranno i dati sui patrimoni e redditi riferiti all’anno precedente.
  • I contribuenti potranno contare, grazie allo scambio di dati tra Agenzia Entrate ed INPS, sulla DSU precompilata nella quale troveranno presenti:
    • Dati anagrafici quali codice fiscale, cognome, nome;
    • Nucleo familiare: dato che potrebbe risultare impreciso e non rispecchiare la situazione del contribuente al momento della presentazione della domanda;
    • Patrimonio mobiliare: oggi i dati vengono inseriti manualmente e solo successivamente confrontati con quelli in possesso dell’INPS, mentre con il precompilato verranno riportati in automatico sempre sulla base di ciò che viene comunicato dagli istituti bancari;
    • Patrimonio immobiliare: verranno riportati i dati prelevati dalla dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi) e/o dal catasto;
    • Patrimonio reddituale: le informazioni saranno riportate automaticamente prelevandole dalle dichiarazione dei redditi.

Al fine di non incorrere in una errata presentazione della DSU, sarà comunque necessario verificare che i dati presenti nel precompilato siano corretti. Tale accortezza permette di evitare il rilascio del calcolo ISEE non veritiero e la conseguente possibilità di vedersi erroneamente esclusi (o inclusi) in benefici economici.

In tutto questo processo, al contribuente rimane sempre la possibilità di avvalersi della professionalità del CAF il quale, attraverso il conferimento di apposita delega, potrà accedere ai dati del precompilato di tutti i soggetti del nucleo familiare per predisporre il Modello ISEE necessario.

Giulia Breda – Centro Studi CGN