Archivio dei rapporti finanziari: cos’è e quali sono le sue funzioni?

Nel contrasto all’evasione fiscale, gli ispettori del fisco utilizzano, già da alcuni anni, un nuovo ed efficiente strumento: l’archivio dei rapporti finanziari. Quali sono le principali funzioni e scopi dell’archivio dei rapporti finanziari?

L’archivio dei rapporti finanziari è una banca dati dell’anagrafe tributaria che contiene al suo interno tutte le informazioni che gli operatori finanziari devono sistematicamente trasmettere al fisco. In buona sostanza, si tratta di una banca dati di notevoli dimensioni, in cui sono contenuti i dati identificativi e contabili di tutti i soggetti titolari di rapporti di conto corrente o di deposito, istituita al fine di rendere più efficiente l’attività di controllo del fisco.


L’obbligo, per gli operatori finanziari, di comunicare all’Anagrafe tributaria le informazioni sui saldi e sulle movimentazioni dei rapporti attivi dei contribuenti italiani, è stato introdotto dal decreto legge 201/2011 (il cosiddetto decreto Salva Italia). La comunicazione dei dati al fisco deve essere effettuata attraverso il SID (sistema di interscambio dati).

Come funziona l’archivio dei rapporti finanziari?

L’archivio dei rapporti finanziari è organizzato in base al codice fiscale di ciascun intestatario dei rapporti finanziari. Banche e altri operatori finanziari inviano periodicamente e in modalità telematica all’Anagrafe tributaria i dati di natura qualitativa e quantitativa dei loro clienti (italiani) tramite le loro filiali o le loro sedi operative all’estero.

Chi sono i soggetti obbligati ad effettuare le comunicazioni?

Gli operatori finanziari obbligati alle comunicazioni periodiche all’archivio dei rapporti finanziari, appartengono a diverse categorie di soggetti, tra cui i principali sono: gli istituti bancari, le poste italiane, i consorzi e le cooperative di garanzia collettiva dei fidi, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR e SICAV), le società di gestione del risparmio (SGR), le società fiduciarie e le società e gli enti di assicurazione per le attività finanziarie.

Quali sono i dati che devono essere comunicati al fisco?

Gli operatori finanziari comunicano, con periodicità mensile, i dati relativi ai rapporti finanziari e alle operazioni extra conto (operazioni effettuate direttamente allo sportello bancario attraverso assegni circolari o contanti) e i dati anagrafici dei soggetti collegati al rapporto con specificazione del ruolo.


Con periodicità annuale, invece, gli operatori finanziari comunicano i dati relativi ai saldi del rapporto, distinti in saldo iniziale al 1° gennaio e saldo finale al 31 dicembre, dell’anno cui è riferita la comunicazione, ovvero il saldo iniziale di apertura e il saldo contabilizzato antecedente la data di chiusura, per i rapporti chiusi in corso d’anno. Vengono altresì comunicati anche gli importi totali delle movimentazioni distinte tra dare e avere, la giacenza media annua relativa ai rapporti di deposito e di conto corrente bancari e postali e gli altri dati contabili per altre tipologie di rapporto.

Per particolari tipologie di rapporti bancari o finanziari vi è l’obbligo di comunicare ulteriori dati aggiuntivi a quelli relativi alle giacenze e a flussi annuali. Ad esempio, per le cassette di sicurezza, la banca deve comunicare il numero totale degli accessi effettuati nell’anno dal contribuente (un alto numero di accessi potrebbe infatti generare sospetti e giustificare la necessità di effettuare ulteriori verifiche o controlli al contribuente in questione).

Anche le cosiddette carte di credito o di debito ricaricabili sono oggetto di comunicazione da parte degli operatori finanziari. Le informazioni richieste dal fisco per le carte di credito sono l’importo totale degli acquisti effettuati nell’anno, l’importo totale delle ricariche effettuate nell’anno e l’importo totale del valore delle carte acquistate nell’anno per le prepagate non ricaricabili.

È utile ricordare che la comunicazione va effettuata annualmente entro la data del 15 febbraio dell’anno successivo a quello cui si riferiscono le informazioni, mentre la comunicazione mensile deve essere effettuata entro il mese successivo all’apertura o alla cessazione del rapporto finanziario.

Ad oggi, l’archivio dei rapporti finanziari viene utilizzato per le indagini finanziarie, per elaborare liste selettive per l’analisi del rischio di evasione e per le verifiche e i controlli effettuati ai fini ISEE. Ultimamente, è aumentato anche l’uso dei dati contenuti nell’archivio dei rapporti finanziari, da parte dei concessionari della riscossione per le procedure esecutive di pignoramento presso terzi, condotte proprio sui conti bancari del debitore.

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN


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