Quando dire stop ai debiti aziendali?

Hai chiesto un altro finanziamento in banca, ma te lo hanno negato perché la tua azienda ha un indice di indebitamento troppo alto? Allora forse è il caso di dire stop ai debiti aziendali. Vediamo come.

Quello dei debiti aziendali è un tema molto delicato che va trattato con la dovuta importanza da chi ha in mano le redini dell’azienda. In primo luogo, perché da una cattiva gestione dei debiti aziendali possono nascere seri problemi che possono compromettere la struttura finanziaria dell’azienda.


In secondo luogo, perché l’indebitamento aziendale può avere un ruolo chiave nel processo di crescita e competitività aziendale nel finanziamento delle attività, dal momento che il ricorso al capitale di terzi per fare un nuovo investimento o per semplici esigenze di gestione produce effetti finanziari, economici e patrimoniali non indifferenti.

Come capire quando è il momento di dire stop ai debiti aziendali?

La risposta a questa domanda può arrivare da un’attenta lettura del bilancio d’esercizio e dalla sua corretta analisi. Purtroppo, però, nelle piccole realtà aziendali ciò non avviene quasi mai, perché spesso il bilancio annuale finisce per essere solo un mero adempimento burocratico richiesto dalle norme societarie e i dati contabili in esso contenuti non sempre vengono analizzati dal management.

Per avere un quadro chiaro dell’indebitamento aziendale, basterebbe infatti calcolare l’indice di indebitamento. Esso esprime il rapporto tra l’ammontare delle risorse finanziarie disponibili rispetto al capitale proprio. Esistono numerose versioni del calcolo del rapporto di indebitamento. La più comune è la seguente:

indice di indebitamento = totale delle risorse impiegate / capitale proprio


Alcune versioni prevedono l’indicazione a numeratore di tutte le passività indistintamente, altre versioni prevedono invece l’indicazione dei soli debiti verso le banche (sia a breve termine che a medio termine), mentre altre ancora prendono come riferimento solo i debiti verso banche a medio termine. A denominatore invece compare sempre il capitale proprio.

Se il valore dell’indice di indebitamento è pari a 1 significa che l’azienda non ha debiti e tutte le risorse sono fornite dal capitale proprio; in altre parole, l’azienda si finanzia senza ricorrere a fonti esterne.

Se il valore dell’indice di indebitamento è compreso tra 1 e 2 significa che il capitale proprio è maggiore del totale delle risorse e quindi l’azienda ha un buon equilibrio tra risorse totali e indebitamento.

Se il valore dell’indice di indebitamento è maggiore di 2 significa che i debiti sono maggiori delle risorse proprie e l’azienda è sottocapitalizzata. Occorre a questo punto intervenire con le proprie fonti e fermare il ricorso all’indebitamento.

Solitamente, un indice di indebitamento elevato è preoccupante, dal momento che indica un alto ricorso al capitale di terzi. In alcuni settori, tuttavia, l’indice potrebbe essere appropriato perché le aziende finanziano i loro progetti quasi interamente con il ricorso all’indebitamento (aziende di costruzione, aziende manifatturiere, aziende alberghiere e alcune tipologie di aziende sanitarie).

Sebbene l’indice di indebitamento consenta di dare una prima indicazione del corretto equilibrio tra le varie fonti di finanziamento e permetta di dare una prima risposta alla domanda di cui al titolo, sono del parere che non esiste una situazione finanziaria “perfetta”, né un perfetto rapporto tra capitale proprio e indebitamento. Ogni azienda, infatti, ha obiettivi e strategie proprie che la rendono differente da tutte le altre aziende.


Inoltre, il valore dell’indice di indebitamento, da solo, non è l’unico elemento da considerare per determinare quando è arrivato il momento di dire stop ai debiti aziendali. Per analizzare l’equilibrio finanziario di lungo periodo, possono essere utilizzati in aggiunta altri indicatori che consentono di fornire un quadro più ampio dello stato di salute dell’azienda.

Quali sono le conseguenze di un eccessivo indebitamento?

Quando il livello di debito è molto elevato, aumentano gli oneri finanziari, vengono bruciate risorse che potrebbero essere più proficuamente indirizzate altrove e la situazione di indebitamento fa sì che la liquidità aziendale venga dirottata alle banche per remunerare il costo del debito. Questa situazione, se non prontamente gestita, può portare l’azienda al collasso finanziario.

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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