Perché valutare correttamente il proprio profilo di adeguatezza?

Cos’è il questionario MiFID? E perché tutte le volte che vai in banca per la gestione dei tuoi risparmi o di un piccolo portafoglio, la banca ti chiede la compilazione del questionario MiFID per valutare il tuo profilo di adeguatezza?

Ai fini della valutazione dell’adeguatezza, la direttiva dell’Unione europea 2004/39/CE, conosciuta come direttiva MIFID livello 1, sostituita poi dalla MiFID livello 2, prevede che gli intermediari finanziari (banche, società di investimento, etc) debbano ottenere dai loro clienti/risparmiatori alcune informazioni chiave in merito alle loro conoscenze ed esperienze in materia di investimenti e al tipo di prodotto/servizio, alla base della loro situazione finanziaria e ai loro obiettivi di investimento.

Gli obiettivi della direttiva MiFID (MiFID è acronimo di Markets in Financial Instruments Directive) sono quelli di tutelare gli investitori, assicurare l’integrità dei mercati, rafforzare a livello europeo i meccanismi concorrenziali e rendere i mercati efficienti.

La direttiva MiFID non si limita solo a prevedere precisi obblighi informativi ma stabilisce che gli intermediari finanziari siano tenuti ad effettuare dei test di adeguatezza in caso di prestazione del servizio di consulenza finanziaria e proposta di prodotti finanziari.

Perché valutare correttamente il proprio profilo di adeguatezza?

La compilazione del questionario MiFID richiesta dagli istituti bancari ai loro clienti consente di valutare il profilo di adeguatezza ed il rischio dei clienti per aiutarli a capire tra le varie tipologie di investimenti, quale siano più adatti a soddisfare i loro bisogni.

Le domande poste nel test di adeguatezza mirano a capire gli obiettivi finanziari dei risparmiatori, la consistenza del loro patrimonio, la loro conoscenza specifica e la loro esperienza in prodotti finanziari.

Quali prodotti finanziari conosce il risparmiatore che si rivolge alla banca? E con quali prodotti ha più dimestichezza? Quante operazioni di investimento effettua in un anno? Qual è il periodo di tempo per il quale il risparmiatore desidera conservare l’investimento?  Quali le sue reazioni ai movimenti negativi del mercato? Queste sono solo alcune delle domande alle quali il risparmiatore deve dare risposta quando compila il test di adeguatezza.

Il questionario si basa sul principio che se un cliente ha conoscenze ed esperienze finanziarie molto circoscritte, l’istituto finanziario al quale si rivolge deve potergli offrire la massima protezione possibile proponendo prodotti poco rischiosi. E viceversa, se un cliente ha conoscenze ed esperienze finanziarie più ampie, l’istituto finanziario deve potergli offrire maggiore libertà di scelta e strumenti finanziari più rischiosi.

Dal punto di vista della banca

Lo scopo principale del questionario MiFID è quello di rendere maggiormente consapevoli i loro clienti/risparmiatori del loro potere, tutelarli e metterli nelle condizioni di poter fruire degli strumenti finanziari più indicati e più utili al raggiungimento dei loro obiettivi.

Deve essere compito degli istituti bancari fornire ai risparmiatori chiare informazioni sulla valutazione di adeguatezza, per far capire l’importanza stessa della valutazione e le ragioni della profilatura al fine di offrire un servizio di consulenza finanziaria adeguata e prodotti finanziari adatti.

Le linee guida dell’ABI prevedono che, qualora le informazioni raccolte nel test di adeguatezza non siano pertinenti, corrette, aggiornate o complete, affidabili o coerenti, le banche non devono prestare servizi di consulenza in materia di investimenti o la gestione di portafogli al cliente.

Nell’ambito dell’offerta dei servizi da parte delle banche, le informazioni acquisite dal cliente devono consentire alle stesse di valutare che il cliente medesimo comprenda almeno la rischiosità complessiva del portafoglio e i rischi connessi alle tipologie di strumenti finanziari raccomandati o proposti.

Dal punto di vista dei risparmiatori

Molto spesso, la compilazione del questionario di adeguatezza viene svolta con molta superficialità e noncuranza, perché si ritiene sia solo un adempimento burocratico. Al contrario, partecipare attivamente alla compilazione del questionario e fornire informazioni chiare e precise permette al risparmiatore di essere più consapevole e investire su prodotti finanziari che è in grado di capire.

Per il risparmiatore è importante arrivare ad una corretta valutazione del proprio profilo di adeguatezza per non vedersi propinare dalla banca prodotti finanziari non adatti e non utili al raggiungimento dell’obiettivo di investimento.

Anche per questa ragione, è controproducente per il risparmiatore falsare o modificare le risposte al questionario solo per avere accesso a strumenti finanziari che potrebbero poi non essere adatti al suo profilo di rischio e al suo obiettivo di investimento.

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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