Dichiarazione integrativa a favore: quando conviene?

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Per il contribuente, la possibilità di presentare una dichiarazione integrativa a favore oltre l’anno rappresenta una ghiotta opportunità, soprattutto per i molti casi nei quali la prassi dell’Agenzia delle Entrate è variata a favore del contribuente. Vediamo in concreto quali sono tali casi.

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Dichiarazione integrativa a favore con termini lunghi

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Finalmente allineati i termini per ritrattare sia a favore che a sfavore la dichiarazione del contribuente anche dopo il termine della dichiarazione successiva. È il recente art. 5 del D.L 193/2016 a riscrivere la disciplina delle dichiarazioni integrative con la modifica dell’articolo 2, commi 8 e 8bis, del D.P.R. 322/1998, che introduce la ritrattabilità della dichiarazione a favore entro i termini di decadenza dell’azione di accertamento.

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Dichiarazioni tardive: le sanzioni in capo all’intermediario e il modus operandi per rimediare

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La violazione degli obblighi di trasmissione telematica delle dichiarazioni, posta in capo agli intermediari abilitati comporta, come è noto, l’irrogazione di una specifica sanzione prevista dall’art. 7-bis del D.Lgs. 9 luglio 1997 n. 241. Vediamo nello specifico di cosa si tratta e come rimediare.

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Le nuove lettere dell’Agenzia che permettono il ravvedimento

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Doppie comunicazioni da parte dell’Agenzia per la regolarizzazione di redditi omessi (una) e di dichiarazioni omesse (l’altra). Sono stati emessi infatti due Provvedimenti che comunicano l’invio ai contribuenti di una lettera d’invito alla regolarizzazione in caso di errata/mancata indicazione di redditi di locazione (anno d’imposta 2012) o di omessa presentazione della dichiarazione (redditi 2015).

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Dichiarazioni integrative a favore e non: quali sanzioni?

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I contribuenti che hanno presentato una dichiarazione ordinaria/tardiva, ossia una dichiarazione valida ai fini della liquidazione delle imposte possono, per correggere eventuali errori/omissioni commessi, presentare una dichiarazione integrativa. Esistono diverse tipologie di dichiarazioni integrative, ciascuna delle quali è finalizzata a sanare errori ed omissioni che prevedono sanzioni specifiche. Vediamo dunque come e quanto costa correggere una dichiarazione.

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Errori dichiarazione 2013 (redditi 2012): indicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate

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Tramite il comunicato stampa del 24 giugno scorso, l’Agenzia delle entrate ha reso noto l’invio di una comunicazione di anomalia, relativa alla dichiarazione dei redditi 2013 (redditi 2012), destinata alle persone fisiche anche titolari di partita IVA, per informarle di eventuali e possibili errori o dimenticanze commessi, quindi consentendo loro di “correggere il tiro”. Analizziamo i dettagli di tale comunicazione e i comportamenti adottabili.

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I rimedi in caso di “tardività” del Modello Unico

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La circolare n. 42/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate affronta la questione del contribuente distratto che invia con ritardo il Modello Unico oltre la scadenza prestabilita del 30 settembre ma entro i 90 giorni successivi (ossia il 29 dicembre). È un documento che chiarisce il punto di vista dell’Agenzia, lasciando insoddisfatti gli operatori tributari. Infatti, secondo i tecnici del fisco la sanzione applicabile in caso di dichiarazione non presentata entro il termine ordinario ma entro i 90 giorni successivi è pari a 250 euro con la possibilità di riduzione a 1/10 a titolo di ravvedimento.

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