Fatturazione elettronica: domande e risposte

Che cos’è il QR-code e perché è vantaggioso? Come va gestita la fattura emessa verso un consumatore finale persona fisica senza partita IVA? Come integrare con IVA una fattura soggetta a reverse charge? Anche le autofatture vanno veicolate attraverso il SdI? Come viene recapitata la fattura al destinatario? Ecco le risposte.

Cos’è il QR-Code?

Il QR-Code è reso disponibile nel Cassetto Fiscale del contribuente. La sua attivazione è possibile sul portale “Fatture e corrispettivi” dell’Agenzia delle entrate per agevolare la predisposizione delle fatture elettroniche.


Nel QR-Code devono essere memorizzati tutti i dati per il corretto indirizzamento della fattura (dati anagrafici del cliente e indirizzo di spedizione delle fatture). Può quindi essere equiparato a un biglietto da visita riassunto in un codice a barre che può essere salvato in formato PDF o memorizzato su un dispositivo elettronico, dopodiché mostrato al fornitore su carta oppure tramite smartphone o tablet. Grazie all’utilizzo del QR-Code il fornitore potrà acquisire in automatico e veloce i dati del cliente, compreso l’indirizzo prescelto per il recapito.

La fattura emessa verso un consumatore finale, persona fisica senza partita IVA, deve obbligatoriamente essere emessa in formato elettronico?

Il cedente è sempre tenuto a trasmettere la fattura in formato XML tramite SdI, anche per i clienti consumatori finali, senza partita IVA. L’obbligo sussiste a prescindere dalla richiesta del cliente.

Per i clienti consumatori finali è obbligatorio inserire in fattura il codice fiscale (nella sezione delle informazioni anagrafiche) e il codice convenzionale “0000000” (nella stringa in cui deve essere inserito il “codice destinatario”). Oltre alla trasmissione del file XML tramite SdI il fornitore deve consegnare direttamente al cliente consumatore finale una copia informatica o analogica della fattura elettronica, salvo che quest’ultimo non vi rinunci.

Come integrare con IVA una fattura soggetta a reverse charge?

La circolare 13/E/2018, nel punto 3.1 afferma che l’obbligo di fatturazione elettronica non ha modificato gli obblighi di registrazione delle fatture e specifica che, in considerazione della natura elettronica della fattura XML ricevuta tramite SdI, qualora sia necessario integrare la fattura per assolvere all’imposta col meccanismo del reverse charge, non essendo possibile scrivere tale annotazione direttamente sul file XML, dovrà essere prodotto un altro documento contenente gli estremi della fattura e i dati necessari per l’integrazione (imponibile, imposta, protocollo acquisti e protocollo vendite).


Si ritiene, in attesa di un chiarimento da parte dell’Amministrazione Finanziaria, che l’abbinamento tra documento originale e integrazione possa essere garantito dall’annotazione della fattura nel registro vendite e acquisti, indicando i riferimenti della fattura originaria (numero e data).

Anche le autofatture vanno veicolate attraverso il SdI?

Sì, per le autofatture di vendita (ad esempio omaggi, autoconsumo, passaggi interni) valgono le medesime regole di generazione, trasmissione e ricezione che valgono per le fatture elettroniche. L’autofattura è comunque una fattura, pertanto dovrà essere prodotta in formato XML e veicolata attraverso il Sistema di Interscambio.

Come viene recapitata la fattura al destinatario?

Dipende da come il destinatario ha deciso di ricevere i file. Se il destinatario ha richiesto un codice destinatario o si avvale di un soggetto terzo delegato, la fattura elettronica verrà trasmessa attraverso il canale che ha registrato presso il sistema di interscambio; altrimenti, se ha scelto di riceverle via PEC, la fattura elettronica, o il lotto di fatture, verranno inviati all’indirizzo PEC indicato.

Rita Martin – Centro Studi CGN