IMU sulla prima casa abolita, ma non per tutti

Il Decreto Legge n.133 del 30.11.2013 varato dal Governo abolisce la seconda rata dell’IMU sull’abitazione principale, ma non lo fa per tutti. Ecco le istruzioni per il calcolo della quota da versare entro il 16 gennaio 2014.

Secondo i dati del Sole 24 Ore saranno 2.375 i comuni nei quali i proprietari di abitazione principale saranno chiamati a pagare una quota dell’IMU residua perché la loro aliquota, nel 2012 o nel 2013, si è alzata rispetto al parametro standard del 4 per mille. Fra i Comuni che hanno alzato l’aliquota base e che si troveranno a chiedere una integrazione di imposta ai contribuenti proprietari di abitazione principale, ci sono Milano, Napoli, Genova, Torino e svariati altri capoluoghi di provincia. Tale lista di Comuni potrà aumentare, in quanto é stato dato tempo fino al 5 dicembre per pubblicare nuove delibere e renderle immediatamente efficaci per il saldo 2013.


Le cifre non saranno altissime, ma aggiunte alle nuove tasse e ad una crisi che morde sempre di più, finiranno inevitabilmente per pesare sui bilanci familiari.

La scadenza per il versamento di tale saldo IMU é prevista per il 16 gennaio 2014, ma solo per l’abitazione principale, mentre per il saldo dell’imposta sugli altri immobili rimane fissata al 16 dicembre 2013.

Ma vediamo nel dettaglio i passaggi attraverso i quali sarà possibile capire quanto si dovrà pagare il 16 gennaio.

1) Calcolare la base imponibile


La base imponibile IMU (valore catastale dell’immobile) dovrà essere calcolata prendendo a riferimento la rendita catastale dell’immobile, rivalutandola del 5% e moltiplicandola per 160.

2) Calcolare l’IMU standard

Per calcolare l’IMU standard si applicherà l’aliquota del 4 per mille al valore catastale, successivamente si sottrarranno 200 euro di detrazioni standard e 50 euro per ogni figlio convivente fino a 26 anni.

3) Calcolare l’IMU effettiva

Si calcolerà l’IMU effettiva applicando l’aliquota deliberata dal Comune nel 2013, sempre tenendo conto delle detrazioni deliberate dal comune (almeno 200 euro) e di 50 euro per ogni figlio convivente fino a 26 anni.

4) Calcolare la differenza tra le due imposte

Si farà poi la differenza tra l’imposta calcolata con l’aliquota maggiorata scelta dal Comune e quella calcolata con l’aliquota standard.

5) Calcolare la quota da versare

Infine emergerà la quota a carico del contribuente, che sarà pari al 40% della differenza tra l’IMU 2013 e l’IMU standard (il restante 60%, ai sensi del nuovo decreto legge, sarà coperto dallo Stato).

Riportando un esempio numerico, un immobile con valore catastale di 50.000 euro non pagherebbe nulla con l’aliquota al 4 per mille, in quanto l’IMU lorda sarebbe pari a 200 euro e verrebbe abbattuta integralmente dalla detrazione fissa. Qualora tale immobile si trovasse nel Comune di Milano o Napoli, applicando l’aliquota prevista del 6 per mille, il debito IMU emergente sarebbe di 100 euro, 40 a carico del contribuente e 60 a carico dello Stato.

Giovanni Fanni – Centro Studi CGN
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