Chiude Equitalia e nasce Equientrate. Cosa cambia?

Chiude Equitalia! La strada è tracciata. Entro l’anno, infatti, arriverà il decreto che cambierà il modo di concepire il rapporto tra fisco e cittadini. E probabilmente sarà la fine di un’epoca durata tanti anni.

Ma cosa cambierà per i cittadini?


La domanda sembra legittima. E la risposta… sembra abbastanza scontata anche tra i non addetti ai lavori. Per i cittadini cambierà poco o nulla. Il fatto che Equitalia non ci sarà più, non vuol dire che le imposte dovute, le sanzioni e gli interessi non si pagheranno più! Si continuerà a pagare sempre.

L’attività di riscossione dei tributi degli italiani, che attualmente viene svolta da Equitalia, sarà svolta direttamente dall’Agenzia delle Entrate con un vero e proprio dipartimento che sarà costituito ad hoc.

La Legge di Stabilità 2017 (ora Legge di Bilancio), potrebbe infatti segnare l’abolizione definitiva di Equitalia, l’Agenzia di riscossione italiana a totale controllo pubblico, incaricata della riscossione dei tributi su tutto il territorio, ad eccezione della Sicilia.

Con la cancellazione di Equitalia, l’obiettivo del governo è quello di cancellare la sensazione negativa e tetra che il marchio Equitalia rappresenta per i cittadini italiani. Il marchio Equitalia infatti è con molta probabilità il marchio più temuto e odiato dai cittadini, in particolar modo in questi periodi di crisi economica e finanziaria.


Da tempo Equitalia è infatti oggetto di aspre critiche in un momento in cui i cittadini italiani risentono della pressione fiscale divenuta più pesante. Le contestazioni mosse sono relative ai tassi di interesse molto elevati e all’aggio di riscossione che fanno lievitare le tasse da pagare. Negli ultimi anni poi, si sono succedute una serie di modifiche legislative che sono intervenute sull’attività di riscossione dei debiti da parte di Equitalia (avviso di accertamento esecutivo ad esempio) e sono diventate più costose e onerose altre procedure come il ricorso.

In realtà, gli interessi, le sanzioni e gli aggi che vengono applicati ai tributi dei cittadini, non dipendono direttamente da Equitalia ma sono stabiliti dalle leggi fiscali e sono comprese nelle voci da riscuotere.

Al posto di Equitalia arriverebbe Equientrate, un nuovo ente o dipartimento sotto il diretto controllo dell’Agenzia delle Entrate. La riscossione delle somme dovute dai contribuenti italiani sarebbe dunque affidata all’Agenzia delle Entrate a tutti gli effetti, anche per i tributi non direttamente competenti all’Agenzia (INPS, INAIL, etc).

L’obiettivo del governo è quello di introdurre un nuovo metodo di riscossione, meno vessatorio e che punti sulla maggiore compliance tra fisco e contribuente. L’attuale metodo di riscossione è ormai inefficiente e troppo vessatorio, proprio il contrario di quanto avviene negli altri paesi europei dove la riscossione delle somme evase è in capo allo stesso soggetto che si occupa di controlli e accertamenti.

E quindi? Cosa cambierà realmente?

Nella sostanza delle cose, cancellare Equitalia naturalmente non significa cancellare le cartelle esattoriali ma migliorare la situazione debitoria di chi ha multe e sanzioni arretrate e ridurre così il carico fiscale.


Con Equientrate potrebbe essere soppressa l’applicazione dell’aggio di riscossione sulle cartelle di pagamento (l’importo aggiuntivo a carico del contribuente per coprire il costo di riscossione di Equitalia) ma per capire se sia effettivamente così, bisognerà attendere la Legge di Stabilità 2017.

Inoltre, nel periodo di transizione tra Equitalia e Equientrate potrebbe aumentare la prescrizione dei tributi dal momento che il passaggio di consegne tra i due enti potrebbe non essere proprio breve. Staremo a vedere!

Antonino Salvaggio – Centro Studi CGN

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