Archivi nella Categoria "Studi di Settore"

Studi di settore: gli errori negano i benefici

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La manovra Monti concede importanti benefici per chi è “congruo e coerente” agli studi di settore (art. 10, comma 9, D.L. 201/2011).
La norma è rubricata sotto la voce “Regime premiale per favorire la trasparenza”.

Studi di Settore KO: è salvo il Lavoratore Autonomo

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La sentenza nr. 21856 della Corte di Cassazione del 20 ottobre 2011 ha sancito che gli studi di settore non sono applicabili al lavoratore autonomo che riesca a dimostrare di avere pochi clienti ai quali fatturare l’intera prestazione.

Studi di settore: gli ex minimi e i casi di esenzione

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Il quadro delle norme che disciplinano il regime dei minimi, introdotto a decorrere dal periodo d’imposta 2008 dai commi da 96 a 117, articolo 1, legge n. 244/2007, è stato ridisegnato dall’ art. 27 del D.L. n. 98/2011, modificato dalla legge n. 111/2011, cd. Manovra correttiva.

Studi di settore: inasprimento delle sanzioni e corretta compilazione dei modelli

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La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14365 del 30 giugno 2011, in apparente contrasto con la pronuncia n. 26635 del 2009, ha sancito il principio secondo cui l’Amministrazione Finanziaria può emettere un avviso di accertamento nei confronti di un contribuente sulla base del semplice scostamento del reddito dichiarato da quello accertato mediante lo studio di settore.

Adeguamento studi di settore: modalità, termini e conseguenze

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È l’ora delle scelte per quanto concerne l’adeguamento spontaneo agli studi di settore. Le regole applicabili sono articolate e lascano spazio a molti dubbi. Ripercorriamo gli aspetti salienti derivanti dall’adeguamento con particolare rilevanza alle modalità, termini ed effetti.

Studi di settore: qualche novità migliorativa per le attività economiche dalla circolare 30/E

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L’imperativo per il periodo d’imposta 2010 è quello accentuare sempre più la territorialità degli studi di settore e di affinare i relativi correttivi.

Gli studi di settore al tempo della crisi

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Pur se offuscati, sotto l’aspetto mediatico, dall’incombente redditometro, gli studi di settore si riprendono per un attimo la scena, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale che ne approva la revisione e i correttivi che tengono conto della crisi finanziaria ed economica che non ha ancora finito di disturbare la ripresa e il rilancio delle imprese e degli studi professionali italiani (e non solo italiani).

Studi di settore, redditometro e il loro utilizzo congiunto

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La disciplina degli studi di settore è stata introdotta nel nostro ordinamento dall’art. 62 bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla legge 29 ottobre 1993 n. 427.

Professionisti attenti: nel 2011 si intensificano gli accertamenti negli Studi

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La Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 21/E del 18 maggio scorso mette sull’avviso i Professionisti, prevedendo per gli accertamenti che, come già indicando in precedenza nelle Circolari 13/E del 2009 e 20/E del 2010. “una quota crescente – rispetto alle annualità precedenti – deve essere riservata al comparto degli esercenti arti e professioni, privilegiando – ricorrendone i presupposti – le indagini finanziarie quale modalità istruttoria e utilizzando, per la selezione delle posizioni a maggior rischio, anche gli elenchi d’ausilio forniti centralmente”.

Decreto sviluppo: stop alle vessazioni verso imprese e lavoratori autonomi

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Le “buone prassi” caratterizzeranno i controlli trasformando in illecito amministrativo gli eccessi commessi dai funzionari in sede di verifica. Il principio del “solve et repete” viene attenuato anche se la novità non apporterà concreti benefici in capo al contribuente. I contribuenti non dovranno fornire dati già in possesso della Pubblica Amministrazione: principio condivisibile, riproposto, inattuato  e privo di sanzioni.