Leggere con lo sconto

È il c.d. decreto “Destinazione Italia” che istituisce la possibilità di usufruire di uno sconto sull’acquisto di libri. Vediamo a chi spetta e in che misura.

Da come era stato strutturato nel Decreto attuativo, il bonus libri prevedeva  una detrazione fiscale del  19% fino a un tetto massimo di Euro 2.000,00, per gli anni 2014, 2015 e 2016, riconosciuta a persone fisiche e giuridiche sull’acquisto di libri di qualsiasi tipo: romanzi, saggi e libri di testo, anche universitari.


Pertanto, la detrazione del 19% sui testi acquistati in libreria poteva consentire una detrazione massima di Euro 380,00  all’anno.

L’art.9 del Decreto Legge n. 145/2013 è stato successivamente modificato e convertito nella Legge n. 9/2014. Con lo scopo di “favorire la diffusione della lettura” viene riconosciuto, invece, un credito d’imposta agli esercizi commerciali che effettuano la vendita li libri, anche digitali, al dettaglio, muniti di codice ISBN – codice, quest’ultimo, univoco, e assegnato ai libri e ai prodotti identificati come libro.

Per il dettagliante, l’importo del credito, pari al 19% del prezzo di vendita del volume, è riconosciuto fino alla data del 31 dicembre 2016. Ai fini del riconoscimento, deve essere indicato nel modello Unico relativo al periodo d’imposta per il quale viene presentato e non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP, non rilevando neanche ai fini della deducibilità degli interessi passivi di cui agli artt. 61 e 109 del TUIR.

Solo agli studenti di Istituto superiore di secondo grado, avente sede in Italia, sia pubblico che paritario, è riconosciuto uno sconto pari al 19% per l’acquisto esclusivamente di libri di lettura, da effettuarsi negli esercizi commerciali che decideranno di avvalersi del credito d’imposta.

È da ricordare che mancano ancora le modalità attuative della disposizione che vengono demandate, ancora una volta, ad apposito Decreto.

In un Paese in cui più della metà della popolazione ammette di non sfogliare nemmeno un libro all’anno e nel quale i lettori più tenaci ne leggono solo uno al mese, non pare proprio questo il modo di “favorire la diffusione della lettura”!

Rita Martin – Centro Studi CGN