RC Professionale, i primi effetti dell’obbligo

L’obbligo di dotarsi di una polizza di Responsabilità Civile Professionale, che tutela il libero professionista da danni per errori, omissioni, negligenza professionale e responsabilità contrattuale causati a terzi, compresi i clienti, è fissato dal D.P.R. 137/2012 del 14/08/2012, entrato effettivamente in vigore un anno dopo, esattamente il 15/08/2013. A più di un anno dalla pubblicazione del decreto, facciamo il punto della situazione. Quali sono le criticità e i dubbi più ricorrenti? Di quali criteri tengono conto i professionisti per scegliere la polizza più adatta a loro? Quali sono i massimali più richiesti?

Tale polizza può prevedere l’inserimento di una serie di garanzie, utili a personalizzare la copertura alle esigenze del Libero Professionista, quali: danni patrimoniali, Responsabilità Civile Contrattuale, colpa lieve e colpa grave, dolo dei dipendenti/collaboratori, violazione della privacy, sanzioni fiscali inflitte ai Clienti dell’Assicurato per errore del Libero Professionista, costi e spese legali, conduzione dello studio, retroattività della copertura assicurativa, perdita documenti, diffamazione e ingiuria.


Alcuni dei professionisti assicurabili sono Agronomi, Amministratori Condominiali, Architetti, Avvocati, Biologi, Consulenti del lavoro, Dottori Commercialisti, Geologi, Geometri, Ingegneri, Medici, Periti Agrari, Periti Commerciali, Periti Industriali, appartenenti alle Professioni Regolamentate, Ragionieri, Revisori, Società di Elaborazione Dati e Tecnologi Alimentari.

A cinque mesi dall’entrata in vigore dell’obbligo è opinione diffusa che vige l’incertezza.

In primis, la normativa non è chiara circa i casi in cui sia necessario stipulare una polizza che copra i rischi derivanti dallo svolgimento della propria professione.

In secondo luogo, le compagnie assicurative non sono obbligate ad accettare ogni cliente. I medici, fermo restando che hanno goduto di una proroga, si ritrovano ad essere etichettati come clienti poco appetibili e, di conseguenza, a dover pagare premi ingenti, per effetto delle molte cause che ogni giorno riguardano chirurghi, ginecologi ed altri specialisti: da un’indagine dell’Ania (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici) nel 2011 le cause avanzate contro i medici sono state 31.500; le polizze stipulate sono state 500 milioni, delle quali il 43% per i liberi professionisti e il restante per le strutture sanitarie.
La storia è diversa per le altre categorie di professioni.


Trascurando i notai, per i quali già vigeva l’obbligo, per architetti e avvocati non è cambiato molto negli ultimi mesi: i rispettivi ordini avevano già in passato siglato accordi con alcune compagnie e gli iscritti sono in gran parte assicurati. Tuttavia, ad oggi, non è ancora chiaro se gli obbligati sono solo coloro che firmano i progetti, e, nel caso degli avvocati, quali aspetti sono coperti dalla polizza.

Dai primi sondaggi dell’ordine dei periti industriali emerge che ne risultano assicurati mille su 15 mila esercenti la libera professione, mentre il Collegio Nazionale degli Agrotecnici ha stimato l’adempienza nel 36-40% degli aventi l’obbligo.

Tra tutte le categorie di professionisti, quella economico-contabile è quella che sta affrontando le problematiche minori. I commercialisti, ad esempio, per la maggior parte erano già assicurati prima dell’entrata in vigore dell’obbligo. Michaela Marcarini, consigliere dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Milano, così afferma: “Resta qualche perplessità applicativa (…). In linea di massima l’obbligo assicurativo compete allo studio associato, ma il suggerimento che diamo è di controllare sempre che la polizza dello studio copra anche i collaboratori e che sia specificata la rinuncia alla rivalsa nell’ipotesi che il cliente chieda un risarcimento allo studio. Detto questo, non stiamo incontrando particolari problematiche dato che la gran parte dei professionisti era già assicurato prima dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà”.

Da un’indagine di “Comparameglio.it” emerge che i professionisti che stanno aprendo più polizze di RC professionale sono coloro che fatturano fino a 50.000 euro all’anno: questi sono circa il 70% degli avvocati e il 50% dei commercialisti. I massimali più richiesti sono quelli compresi tra 250.000 euro e 500.000 euro.

Secondo le nostre analisi” – afferma Robin Daina, CEO di Comparameglio.it, azienda italiana specializzata in servizi di comparazione online – “sono parecchi i professionisti che non hanno ancora stipulato una polizza, e stanno cercando di capire come farlo proprio in questo periodo. Al momento non ci sono state segnalate particolari azioni sanzionatorie in merito, ma è ragionevole pensare che la situazione cambi a breve (…). In generale è stata fatta molta poca educazione su questo prodotto che certamente presenta delle complessità e un buon insieme di variabili”.

A conti fatti, attualmente, la normativa pare piuttosto lacunosa e questa situazione mette in difficoltà tanto le imprese assicurative quanto i professionisti.

Detto ciò, la possibilità di tutelarsi contro i danni da errori dovrebbe essere percepita come un’opportunità oggettiva, a prescindere dall’obbligo o meno. Perché gli errori possono sempre capitare ed essere tutelati può far dormire sonni tranquilli.

Marco Gnocato – Centro Studi CGN